Riz Samaritano è senza dubbio una figura di punta degli anni '60, ma non è uno di quei personaggi arcinoti al grande pubblico che ha goduto di retrospettive e partecipato ai grandi revival degli scorsi decenni. Riz Samaritano è infatti quella che si può definire, senza paura di abusare del termine, una figura cult, e se si trascurano Elio e Le Storie Tese, che hanno reso omaggio al suo cavallo di battaglia Cadavere Spaziale volendolo con loro sul palco per l'esecuzione, pochi altri pare abbiano saputo onorare il carisma di Riz Samaritano.
Riz Samaritano è un cocktail all'arsenico a base di 2/3 di Fred Buscaglione e 1/3 di Renato Carosone: lo stile del cantato, il modo di vestire, di atteggiarsi, i generi musicali interpretati, sono inequivocabilmente mutuati dal personaggio del bullo di Chicago. Tuttavia sarebbe limitativo definire Samaritano un emulo di Buscaglione: egli riesce a fare del suo un personaggio del tutto originale, molto più casereccio del modello cui si ispira, ridefinendo la figura del gangster americano in quella di un trucido da balera romagnola. Laddove Buscaglione predilige sonorità swing d'oltreoceano, Samaritano piazza con la massima non chalance un tango o una mazurca. Laddove Buscaglione si ubriaca a whisky e gin, Samaritano trangugia Lambrusco e San Giovese. Laddove Buscaglione parla di Chicago e gangster americani, Samaritano sceglie invece un approccio più macabro e psicopatico, creando, con un humour nero caratteristico dell'epoca in cui si muove, quello che possiamo definire un vero e proprio personaggio noir-grottesco, un, se vogliamo, Addams all'italiana.
Nei '60 non è l'unico, vari sono quei gruppi o artisti che si creano una allure tenebrosa, con la quale giocano con uno spirito farsesco che rende il tutto fascinosamente burlesco, atteggiamento necessario in una Italia del boom economico, ancora radicata nella sua provincialità, che non sa guardare all'eccentrico, allo stravagante, al diverso con altro occhio se non quello dello sfottò o della parodia. Si pensi solo alle innumerevoli macchiette da avanspettacolo, squisitamente politically uncorrect, con le quali si rappresentano ancora omosessuali, neri, esistenzialisti, beat, ecc. Sguardo limitativo, se vogliamo, ma che negli anni mantiene una sua propria dignità, che altri fenomeni da baraccone, presisi troppo sul serio, invece non hanno, finendo così per suscitare inevitabilmente l'ilarità dei posteri: la medesima sorte che fatalmente toccherà a quella pletora di vampiri e vampirone gothic-metal che oggigiorno affollano i palchi dell'indie rock.
La carriera di Lorenzo Scellino, in arte Riz Samaritano, autentico torinese, prende il via negli anni '50, quando, lavorando come generico e carrellista alla Rai di Torino ( Un, due, tre con Ugo Tognazzi e Raimondo Vinello, alcune commedie di Anton Giulio Majano), gli capita di incontrare svariati personaggi della scena musicale di allora. Qui infatti conoscerà colui il quale lo ispirerà, il grande Fred Buscaglione, convincendosi così a intraprendere la carriera musicale.
Tra le sue prime esperienze quella con Daniele Pace e i suoi 5 Marcellini. Durante una serata al Lido di Milano conosce Pino Piacentino che lo convince a incidere per la Combo Record, per la quale registra Cadavere Spaziale che diviene immediatamente un successo nei juke box.
La Combo Trevisan Record era una etichetta minore attiva negli anni '60 che nel suo catalogo presenta quasi esclusivamente musica da ballo e qualche tarocco di successi da hit parade. Ha una sua propria personalità rustica, di grana grossa, anche quando si tratti di affrontare l'elegante easy listening. La Combo ci va con i piedi pesanti, tuttavia senza riuscirne mai volgare o troppo imitativa e Riz Samaritano ne è un esempio. Nonostante l'emulazione che sta alla base della propria opera, è infatti un personaggio originalissimo e a modo suo del tutto innovativo.
La Combo Record è l'etichetta di Mario Trevisan e Gorni Kramer, quest'ultimo straordinario direttore d'orchestra televisivo, oltre che compositore e capace jazzista. Lo ricordiamo ad esempio in Doppia Coppia, indimenticabile varietà domenicale, nel quale reinterpretava in chiave swing al limite della Incredibly Strange Music brani musicali di qualsiasi natura: esecuzioni in grado di lasciare a bocca aperta e sorprendere per il loro incantevole carattere moderno. Un genio quello del maestro Gorni Kramer del quale fortunatamente Abastor non è il solo ad averne coscienza, poiché proprio in questi ultimi tempi è uscito un CD per la collana Via Asiago 10 che raccoglie brani inediti tratti dall'archivio Rai.
La scomparsa di Fred Buscaglione rappresenta un grosso colpo per la musica italiana e per lo stesso Riz Samaritano, e il paroliere Leo Chiosso fa così incidere a Riz due brani inediti di Buscaglione: Tango Duro e Johnny Vitamina.
A partire dagli anni '60 in poi la carriera di Riz Samaritano si sviluppa, in compagnia dei suoi Gangsters, tra tournée, festival e apparizioni televisive in compagnia di personaggi più o meno noti, aggiudicandosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali, tra Nord Italia, Francia e Svizzera.
Si iscriverà alla SIAE come autore di testi, su consiglio del paroliere Nisa e del maestro Giovanni D'Anzi, dopodiché scriverà, tra gli altri, anche per Gipo Farassino.
Negli anni '60 prende parte anche ad un paio di Mondo Movie di stampo nottambulo, prodotti sull'onda del successo di Mondo di notte. Sexy ad alta tensione di Osca De Fina, Il cinebox, Quando bacio te di Peppino Principe. Terminata l'esperienza con i Gangsters, Riz forma una nuova band, i New Blues Band, coi quali continuerà a suonare finché il cantante Ezio non si ammalerà. Arriva poi l'incontro con Elio e le Storie Tese che lo vuole per il video della cover di Cadavere Spaziale.
Negli ultimi anni Riz Samaritano continua a suonare tra l'Italia e la Svizzera, apparendo in spettacoli televisivi su Antenna 3 Lombardia e a Sarabanda di Enrico Papi.
La produzione di Riz Samaritano si basa essenzialmente su 7 a 45 giri, dei quali riusciamo a tracciare una discografia minima, basandoci sui dischi elencati sul verso delle copertine dei dischi in nostro possesso. Il più celebre e di relativa facile reperibilità è senza ombra di dubbio Tango Assassino / Cadavere Spaziale, presente in due edizioni su Combo Record (uscito prima con numero di catalogo 260 e ristampato successivamente con il 5316), tuttavia la discografia di Riz aveva già al suo attivo una consistente produzione la cui reperibilità è oggi di una certa difficoltà: i collezionisti di Riz Samaritano devono armarsi di santa pazienza per riuscire a mettere l'uno a fianco all'altro qualche disco del loro idolo. I negozi di dischi usati e da collezione meno accorti, più attenti ai nomi celebri della scena musicale, spesso non conoscono nemmeno la possanza del Nostro. Di conseguenza, i pochi e rari vinili reperibili, sono a volte disponibili a prezzi davvero bassi. Qualcuno pensa che collezionare dischi che non hanno quotazione di mercato non valga nemmeno la pena: idea sciocca e decisamente superficiale, che non ci sentiamo affatto di condividere, quella che attribuisce alla musica un puro valore economico e non di contenuto!
Se l'unico disco di rilievo di Riz Samaritano fosse quel Tango Assassino / Cadavere Spaziale non staremmo nemmeno qui a parlarne. I brani sono tutti più o meno incentrati su temi macabri/malavitosi o su quei raffinati doppi sensi (basti ricordare Ma che calze vuoi da me ) che lo stesso Renzo Arbore userà per le sue composizioni più riuscite alcuni anni dopo ( Il clarinetto, per fare un esempio, non è forse un lontano discendente di questo genere di canzoni di voga negli anni '50 e '60?). Ne vogliamo ricordare qualcuno.
Cannibale d'amore di Gino Negri, eseguita da Pino Piacentino e il suo Sestetto, è una dichiarazione d'amore carnale su ritmo shuffle, in puro stile samaritano: Tu sei da bere come la birra fresca, da divorare come la minestra, mordo clavicole, mastico il tuo cuore: sono cannibale, cannibale d'amore! Mi sento ad essere mille volte vivo: ti stacco un pollice come aperitivo!... vien quasi da pensare che gli autori di spaghetti punk abbiano un enorme debito con Riz!
Tango dell'evaso di Pinchi - Piacentino, anch'esso eseguito da Pino Piacentino e il suo Sestetto, è un altro criminal tango, dove il protagonista, un evaso, si rivela essere in realtà un buono: Sono un evaso dalla prigion, pericoloso però non son, un folle amore spezzò la mia vita, ma la mia vita finita non è. Sono un evaso che torna qui, ma non illuso com'ero un dì, non di vendetta va in cerca il mio cuor, sono un evaso senza rancor!.
Altro divertente brano, sul versante macabro, è invece Cha Cha Cha dell'impiccato, di Vivarelli - Pianori, ancora con Pino Piacentino: Dondola dondola dondola, sì, un'impiccato, l'hanno mandato, sì, (dove?) a morì ammazzato! Sette vecchiette lui si sgozzò e sette spose storpiò, ma non per questo lo si impiccò, fu perché ghiotto rubò....
Coi suoi Gangsters Riz Samaritano incide invece lo spassoso e musicalmente incantevole cha cha cha I cornuti di A. Pistone, nel quale si fa una panoramica in stile quasi trincaliano sull'infedeltà coniugale nell'Italia del boom economico, ironizzando sui becchi e contenti e concludendo con una memorabile massima da incidere a caratteri cubitali: C'è più corna fra i giovani sposi, che fra i cervi nei monti nevosi!. Retro del singolo Disperato Tango : Disperato tango, mentre a te mi avvingo, io sorrido e fingo, sta piangendo il mio cuor..
Sempre coi Gangsters registra Anche i duri sanno piangere, raffinato slow rock in cui ci rivela verità inattese sui sentimenti degli uomini veri: Non esiste l'insensibile, nella vita tanto fragile, forse sanno più di noi soffrir d'amor... Anche i duri sanno piangere d'amor....
Invece l'unico album di cui si ha conoscenza è un tributo a Fred Buscaglione, Ricordando Fred, nel quale Riz reinterpreta i successi dell'amico, qui arrangiati dal maestro Ugo Marino. La registrazione dell'album è avvolto da inquietanti accadimenti: Samaritano stesso fa notare come sia spesso mancata la luce... Il pretesto per la realizzazione dell'LP, viene da una canzone composta dallo stesso Riz intitolata Scusami Fred (uscita anche su singolo, Combo 257, come lato B del brano Rudy Tango), nel quale con una certa autoironia Riz vuole farsi perdonare dall'amico l'emulazione da lui portata avanti nel tempo.
È imperdonabile, invece, non esista alcuna riedizione in CD dei successi originali degli anni '60 del Nostro. Sembra che soltanto Red Ronnie si sia ricordato del buon Riz Samaritano includendone un paio di brani (Cadavere Spaziale e Ma che calze vuoi da me) nel volume 24, A Teresa non sparare, uscito per la collana Quei romantici scatenati anni '50 della De Agostini nel 1994.